Venerdì sono andato a presentare UNINCONTRO, la giornata di accoglienza alle matricole organizzata dall’Università di Padova. Aula Magna (non l’avevo mai vista quella padovana: davvero bella) gremita di studenti e docenti, le parole non di rito del Rettore, del Sindaco (Flavio Zanonato, un I-Sindaco: con il cellulare ha scattato decine di foto caricandole al volo su Facebook, rito che accompagna ogni sua giornata da primo citadino) e delle istituzioni varie; le istruzioni e le raccomandazioni di vari professori, le belle testimonianze di studenti di ieri e di oggi e le surreali sintesi in rima di David Riondino.
Tre ore intense.
Dove sono risuonate più volte in quell’Aula Magna, che ha visto in passato Galileo Galilei salire in cattedra, parole come libertà, futuro, passione, sogno, sacrificio…
Per me andare a Padova è sempre una sensazione strana. E’ la città dove ho iniziato i miei studi, dove ho vissuto il mio anno da matricola, dove ho avuto avventure, belle e brutte, che hanno anche inciso sulla mia vita. Non ho avuto modo di girare per i portici, di andare a trovare amici o a rivedere le varie case in cui ho vissuto. Però è stata una bella full immersion accademica, e devo confessare che ho fatto incontri davvero belli.
Ho trovato professori pieni di passione: professori incazzati, in rivolta, a cui tolgono fondi e speranza, ma professori che si sbattono. Professori che dedicano anima e corpo all’Università (e agli studenti), che si mettono in prima fila per difendere la cultura (e gli studenti), che cercano di arrabattarsi in tutti i modi per coprire carenze e lacune e garantire un livello che sappiamo offire dignità e futuro agli studenti. Ai loro studenti!
Ricordo quando giravo settimanalmente con “Screensaver” per le disastrate scuole italiane che ogni volta tornavo a casa convinto che se la scuola italiana stava in piedi, era solo grazie a quella manciata di professori che mettevano la passione davanti a tutto il resto. Erano uno, due per scuola… Ma li riconoscevi subito. Erano quelli che non guardavano l’orologio, erano quelli che non guardavano il programma di studi e basta, erano quelli che davano opportunità di incontro, crescita e confronto ai ragazzi. Non erano tanti: ma tenevano tutto sulle loro spalle. Tra ostacoli e difficoltà. Però c’erano!
A Padova ho avuto la fortuna di fare incontri di questo tipo. Di trovare professori che ancora ci credono. E come se ci credono.
Professori tosti, come ne conosco diversi a Bologna (e alcuni di loro sono stati e sono tutt'ora per me dei maestri), a Roma, a Napoli, a Trento, a Milano…
Belle teste e belle persone. Persone in grado di fare la differenza. E di far fare la differenza!
Spero che le matricole, ed è un po' il mio augurio, possano sfruttare l'opportunità di fare incontri importanti! Incontri che restano, e vanno al di là di qualsiasi voto.
P.S. Giovedì 7 ottobre sarà ad “AlmaFest”, la giornata di festa per gli studenti e le matricole dell’Università di Bologna. Sarò in Piazza Verdi dalle 14, con altri ospiti e amici, per raccontare la mia esperienza universitaria. Per info: www.unibo.it
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